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La crisi raramente nasce all’improvviso. Individuarne tempestivamente i segnali può fare la differenza.

Perché prevenire è fondamentale

Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza pone al centro della gestione aziendale un principio fondamentale: intercettare tempestivamente le situazioni di difficoltà e intervenire prima che lo squilibrio diventi irreversibile.

Non è soltanto una questione normativa. È soprattutto una questione di continuità dell’impresa.

Un’azienda che monitora costantemente la propria situazione economica, patrimoniale e finanziaria dispone, quando emerge una difficoltà, di più tempo e maggiori possibilità per intervenire.

Dalla contabilità alla prevenzione

Guardare i numeri dell’impresa soltanto a consuntivo può non essere sufficiente.

Quando l’esercizio è ormai chiuso, infatti, eventuali squilibri potrebbero essersi già consolidati.

Una consulenza orientata alla prevenzione della crisi utilizza invece i dati contabili anche in chiave prospettica, per comprendere l’andamento dell’attività, individuare eventuali anomalie e anticipare possibili situazioni di difficoltà.

Una check-list gestionale: cosa monitorare

Tra gli elementi che meritano un controllo periodico rientrano:

  1. Flussi di cassa e fabbisogno finanziario – La liquidità prospettica è sufficiente a sostenere gli impegni futuri?
  2. Ricavi, costi e marginalità – I margini mostrano segnali di deterioramento?
  3. Esposizione bancaria – L’indebitamento e i relativi impegni finanziari sono sostenibili?
  4. Debiti verso fornitori – I pagamenti avvengono regolarmente o si stanno accumulando scaduti?
  5. Debiti fiscali e contributivi – Sono presenti arretrati o ritardi?
  6. Rateizzazioni – I piani di pagamento sono compatibili con i flussi finanziari attesi?
  7. Obbligazioni future – L’impresa sarà in grado di rispettare gli impegni assunti?
  8. Equilibrio economico-finanziario – La redditività è adeguata alla struttura aziendale?
  9. Continuità aziendale – Quali sono le prospettive dell’impresa per i successivi dodici mesi?

La presenza di una criticità non significa necessariamente che l’impresa sia in crisi. È però un elemento che merita di essere approfondito tempestivamente.

Adeguati assetti e controllo prospettico

La prevenzione non rappresenta soltanto una buona pratica gestionale.

L’art. 2086 del Codice civile impone all’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche ai fini della tempestiva rilevazione della crisi e della perdita della continuità aziendale.

L’art. 3 del CCII prevede inoltre che le misure e gli assetti consentano, tra l’altro, di rilevare eventuali squilibri, verificare la sostenibilità dei debiti e valutare le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi. Per l’imprenditore individuale è prevista l’adozione di misure idonee alla tempestiva rilevazione dello stato di crisi.

Per questo il controllo non può limitarsi al bilancio dell’esercizio precedente: occorre anche guardare in avanti.

Budget, previsioni finanziarie, analisi dei flussi di cassa e controlli periodici permettono di confrontare ciò che era previsto con ciò che sta realmente accadendo e di intervenire quando emergono scostamenti significativi.

Intervenire presto significa avere più alternative

Quando una difficoltà viene individuata tempestivamente, può essere ancora possibile:

  • riequilibrare i flussi finanziari;
  • intervenire sulla struttura dei costi;
  • rivedere il piano di indebitamento;
  • negoziare con i creditori condizioni maggiormente sostenibili;
  • valutare gli strumenti previsti dal Codice della Crisi.

Tra questi rientra la composizione negoziata, alla quale può accedere l’imprenditore commerciale o agricolo che si trovi in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario tali da rendere probabile la crisi o l’insolvenza, quando risulti ragionevolmente perseguibile il risanamento dell’impresa. Il percorso prevede la nomina di un esperto indipendente che agevola le trattative con i creditori e gli altri soggetti interessati.

Rinviare l’intervento, al contrario, può progressivamente ridurre le alternative disponibili e rendere più complesso il percorso di riequilibrio.

La consulenza che guarda avanti

L’approccio TRECOM non si limita alla gestione degli adempimenti contabili e fiscali.

Affianchiamo l’impresa nella lettura dei dati economici e finanziari, nell’individuazione preventiva delle criticità e nella valutazione delle possibili azioni correttive.

Perché prevenire la crisi significa soprattutto conoscere oggi ciò che potrebbe diventare un problema domani.


Vuoi verificare l’equilibrio della tua impresa?

TRECOM affianca le imprese nell’analisi della situazione economica, patrimoniale e finanziaria e nella costruzione di sistemi di monitoraggio adeguati alle caratteristiche e alle dimensioni dell’attività.

La tempestività è uno degli strumenti più importanti per preservare l’equilibrio e la continuità dell’impresa.

Contattaci per un primo confronto: analizzeremo insieme la situazione della tua impresa.

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